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Da ieri, 23 novembre 2011, a Milano, presso il PAC (Padiglione di Arte Contemporanea) è aperta l’attesissima mostra della Pixar.
La casa cinematografica, infatti, per festeggiare i suoi 25 anni, ha deciso di esporre ai piccini il lavoro di questi anni. Disegni e schizzi che hanno creato i nostri eroi sono visibili a tutti, con l’intento di mostrare che l’animazione non è solo un divertimento da bambini, ma una vera e propria forma d’arte che emerge dalle idee e dal lavoro affiatato tra artisti, designer e produttori che cooperano per la creazione di quelle storie che appassionano grandi e piccoli.

Cari genitori, l’animazione si rivolge anche a voi! Lo sostiene lo stesso John Lasseter (chief creative officer di Walt Disney and Pixar Animation Studio e fondatore di Pixar, insieme a Steve Jobs): «mentre creiamo una storia siamo consapevoli che certi elementi si rivolgono agli adulti e altri ai bambini. Abbiamo fiducia nel pubblico. E i bambini sono i più svegli di tutti. A Hollywood la tendenza è trattare gli spettatori da stupidi, noi facciamo l’opposto. I dialoghi sono importanti, e ci deve essere anche un humor visuale».

Quello che emerge dal dialogo con Lasseter, giunto a Milano per la presentazione della mostra e intervistato dal Corriere, è che, per accattivarsi al pubblico, ci sono tre fattori indispensabili: una storia irresistibile, personaggi memorabili e un mondo credibile. Il produttore aggiunge anche che al centro dell’attenzione dell’equipe si trova il fattore “cuore”, ossia il fulcro emotivo, che è il perno della storia, non l’aggiunta (come non pensare al nonnino di Up).

Lo immaginate detto da uno degli uomini più potenti dell’industria mediale? Ma questa mostra non ha ancora finito di sorprenderci: dice sempre Lasseter «L’importante è avere protagonisti che possano cambiare nel corso del film, a cui affezionarsi malgrado i loro difetti». È per questo che a questi personaggi si affezionano davvero tutti. Rivela infine «Quando lavoravo al primo Toy Story, Steve Jobs mi disse: “Alla Apple, quando facciamo un computer, sappiamo che dopo cinque anni è da buttare. Ma se fai bene il tuo lavoro, un film può durare per sempre.” Non l’ho mai dimenticato.»

Per intrufolarci nel favoloso  mondo della Pixar e cogliere l’invito di Lasseter abbiamo tempo fino al 14 febbraio. Al PAC, oltre alle visite guidate, studiate ad hoc per i bambini di tutte le età, sono presenti dei laboratori dove gli artisti stessi mostrano come disegnare i personaggi Pixar. Un modo divertente per stimolare ancora di più i bambini a sapere dove e come nascono i loro eroi.

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