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Delle originarie venti torri che fendevano il cielo, oggi il Castello di Lombardia a Enna ne conserva sei, connesse da imponenti cortine murarie, in una terra incuneata tra l’Etna, i monti Iblei, i Nebrodi e le Madonie.
I fortilizi sono suggestivi, spesso arroccati a nido d’aquila su rupi imprendibili, anche se per lo più non hanno retto al passare dei secoli.
E’ una felice eccezione il Castello di Lombardia a Enna, ancora oggi ben leggibile. Di origine bizantina, roccaforte musulmana e poi normanna, venne significativamente ristrutturato da Federico II d’Aragona. Delle originarie venti torri che un tempo fendevano il cielo ne restano sei, articolate su tre cortili e connesse da possenti cortine murarie. Dalla sommità della Torre Pisana il colpo d’occhio sulla Sicilia interna è a 360°.

A Enna si trova anche la Torre di Federico II che evoca l’architettura ottagonale di Castel del Monte, cui è accomunata anche da presunte valenze astronomiche e simboliche (sarebbe, infatti, l’umbilicus Siciliae).

E, come sempre, la storia si fonda con la leggenda e le tradizioni locali: in questo territorio, e più precisamente a Piazza Armerina, il 12-13-14 agosto si svolge il famoso Palio dei Normanni, una suggestiva manifestazione che rievoca la liberazione della città occupata dai Saraceni da parte delle truppe di Ruggero d’Altavilla.
Nei tre giorni la città si trasforma, sembra andare indietro nei secoli: cerimonie, cortei in costume, manifestazioni, celebrazioni religiose, eventi d’arte e cultura. L’ultimo giorno, inoltre, i cavalieri dei quattro quartieri si sfideranno nella folcloristica danza chiamata “quintana”, un insieme di prove di destrezza e abilità alla quali viene assegnato un punteggio che sancirà la vittoria di un quartiere su tutti.

Proprio a due passi da Enna, infine, potremmo visitare i ruderi che incombono sull’abitato di Nicosia: i due rilievi su cui si basava il sistema difensivo sono tuttora collegati da una notevole muraglia con camminamento di ronda merlato, aperta da un portale ogivale, il tutto riferibile al XIII secolo.

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