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    Letture in famiglia

    libri per e sui bambini

    "Un secolo di Bambini. Racconti del Novecento"

    Leggiamo un breve brano tratto da "Un secolo di Bambini. Racconti del Novecento".

    a cura di: Dott.ssa Maria Antonietta Filipponio

    Michele aveva nove anni ed era inquieto, perché la mamma gli aveva detto: "Per quest'inverno ti sistemi il cappotto di Rosaria: a lei è diventato piccolo, ormai!"

    Rosaria era la sorella di Michele, aveva 12 anni ed era molto cresciuta, negli ultimi tempi. C'era anche Giuseppe, il fratello maggiore di sedici anni, che lavorava come panettiere e aveva sempre addosso un buon odore di pane. Non era la prima volta che a Michele capitava un vestito usato: però prima erano sempre stati quelli di Giuseppe, che era un maschio. Per esempio, la giacchetta che portava la domenica era stata di Giuseppe, e lui era contento di portarla, perché si sentiva importante come il fratello, e gli sembrava persino che la giacchetta sapesse di pane, anche se, quando Giuseppe l'aveva portata, non faceva ancora il panettiere. Ma ora avrebbe dovuto mettere il cappotto di Rosaria, e questo lo infastidiva. "Mamma, perché non posso mettere il cappotto vecchio di Giuseppe?" - chiese Michele una mattina.

    "Perché l'ho dato a Salvatore, che ne aveva bisogno", - rispose la mamma

    Michele strinse le labbra. Non si poteva andare da zia Maria a chiederle indietro il cappotto di Giuseppe. Non sono cose che si fanno, in famiglia, e da quando zio Tommaso era in America, dove la zia e i cugini lo avrebbero raggiunto l'anno dopo, ai loro vestiti ci pensava la mamma, perché la zia non aveva molto da spendere. L'inquietudine di Michele era dovuta al rischio che il cappotto di Rosaria fosse riconosciuto da qualcuno. Se qualcuno lo avesse riconosciuto, avrebbe potuto dirgli:

    "Ciao Michelina, che bel cappotto hai!". E questo non sarebbe stato sopportabile, pensava Michele. Ma c'era anche altro che non andava.

    Michele aveva l'impressione che ci fosse qualcosa di sbagliato, in quell'idea di fargli mettere il cappotto di Rosaria. Un sera di fine settembre, mentre faticava ad addormentarsi, gli venne all'improvviso in mente cos'era quella cosa. Non si poteva dare a un bambino il cappotto di una bambina, perché i cappotti delle bambine si allacciano da una parte, e quelli dei bambini si allacciano dall'altra. L'aveva notato un anno prima, e ricordava di aver chiesto alla maestra il motivo della faccenda, e la maestra gli aveva detto: "È l'uso, Michelino".

    Se quello era l'uso, pensò Michele, non si poteva fare diversamente, e si addormentò tranquillo. La sera dopo, quando lui e la mamma rimasero soli in cucina, perché il papà era andato all'osteria, e Rosaria era di sopra a guardare la zia che preparava la frittelle, e Giuseppe era in piazza con gli amici, Michele disse:

    "Mamma, io non posso mettere il cappotto di Rosaria".

    La mamma lo guardò. "Perchè non puoi?"

    "Perchè non è l'uso" lui disse.

    "Non capisco" disse la mamma. Lui spiegò che i cappotti delle donne si allacciano da una parte, e quelli dei maschi dall'altra.

    "Ho capito - disse la mamma alla fine - ma il problema è stato risolto".

    "Risolto?" disse Michele, sospettoso.

    La mamma, senza parlare, andò a prendere il cappotto di Rosaria.

    "Infilalo" disse.

    Michele, con riluttanza, lo infilò. "Adesso allaccia" disse la mamma.

    Michele allacciò. Accidenti. Si allacciava dalla parte giusta. "Ma come hai fatto mamma?" disse il bambino.

    "Io sono una sarta, no? Ho messo le asole dove stavano i bottoni e i bottoni dove stavano le asole."

    "Eh, già" disse Michele, guardando il davanti del cappotto, sconsolato.

    "E poi ci aggiungerò anche questo" disse la mamma.

    Michele alzò lo sguardo. Lei aveva in mano un colletto di panno scuro. Accidenti, pensò Michele. Un colletto di panno come quello del maestro.

    Con quel colletto, nessuno avrebbe riconosciuto il cappotto di Rosaria. "Allora va bene?" disse la mamma, passandogli la mano nei capelli.

    Michele prese un grande fiato, come quando si deve dare una risposta importante. "Si mamma va bene" disse.

    Un brano tratto da:

    Michele da "Un secolo di Bambini. Racconti del Novecento."

    1901- 1910, a cura di Roberto Piumini, Lucia Castelli, Giovanni Caviezel,

    Editori Riuniti, Roma, 2001.

    Età di lettura: dai 9 anni.

    25/9/2009

    6/10/2010

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