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    Libri e riviste

    per bambini

    I ragazzi della via Pal

    Forse il più famoso romanzo ungherese, è la storia della lotta di due gruppi di ragazzi di Budapest di fine Ottocento per la conquista di uno spazio libero per i giochi.

    a cura di: Prof.ssa Lucia Varrasi

    TITOLO: I ragazzi della via Pal

    AUTORE: Ferenc Molnar

    CASA EDITRICE: Giunti Kids

    TEMI CHIAVE: Narrativa per ragazzi

    ETA’ DI RIFERIMENTO: 8/10 anni

    Ci sono storie nella letteratura che sono storie per sempre. Storie per l'attualità e storie che possono parlare anche a chi si impegna in politica.
    I ragazzi della via Pál è un romanzo per ragazzi di Ferenc Molnár, pubblicato a puntate su una rivista nel 1906 e destinato agli adulti come denuncia della mancanza di spazi per il gioco dei ragazzi. È forse il più popolare romanzo ungherese, nonché uno dei più noti classici della letteratura per l'infanzia.
    Accanto al mitico Ottavo Distretto di Budapest, tra le viuzze strette che lambiscono il vecchio quartiere ebraico, c'è ancora la piccola via Pál che fu teatro, nella fantasia di Molnár, della più memorabile battaglia tra ragazzini che la letteratura abbia mai raccontato.
    I ragazzi di via Pál (1907) è infatti la lotta tra due gruppi di ragazzi per il predominio su un terreno libero per i giochi, attorno a una segheria.
    Due "eserciti" composti soltanto da generali e ufficiali. Nell’immaginario militaresco delle bande giovanili, solo Boka, saggio ed equilibrato, ha il grado di generale; tutti gli altri hanno un grado fra sottotenente e capitano, ad eccezione di Nemecsek, l'unico soldato semplice, biondo e mingherlino, di povera famiglia, che morirà di polmonite per i bagni nel laghetto dell'Orto Botanico, a cui è stato costretto. Una storia malinconica e poetica, avvincente che, come tutti i grandi libri, rimane un classico per i lettori di ogni età.

    In Italia il romanzo è sia come I ragazzi della via Pal o I ragazzi della via Paal. Quest'ultima versione è stata per decenni quella più utilizzata perché nella lingua ungherese il grafema "á" non equivale al fonema "a" della lingua italiana, ma ad una a molto allungata che non esiste nella lingua italiana. Così, per facilitare una pronuncia attendibile del nome, la lettera "á" è stata translitterata in "aa".

    15/10/2012

    15/10/2012

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